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14/03/2026

Trattamento chimico dell’acqua della piscina: guida completa

Indice del blog
  1. Trattamento iniziale piscina
  2. Trattamento di mantenimento
  3. Trattamento di fine stagione
  4. Trattamento con cloratore
  5. Trattamento antialghe e prevenzione 
  6. Trattamento di flocculazione
  7. Trattamento anticalcare
Fare il trattamento chimico dell’acqua è un passaggio fondamentale per mantenere pulita la tua piscina fuori terra ed essere sicuri che sia sempre igienizzata e pronta per l’uso. In commercio esistono diversi prodotti chimici per la sanitizzazione dell’acqua. Il cloro è certamente il prodotto più conosciuto e comunemente usato per il trattamento delle piscine, ma esistono delle alternative e prodotti specifici per ogni situazione.

In questa guida vedremo cosa fare passo dopo passo, dalla prima apertura al mantenimento, fino al trattamento di fine stagione.
In ogni fase spiegheremo cosa fare e quali prodotti utilizzare
.
 

Trattamento iniziale piscina

Quando si riempie la piscina per la prima volta o quando si riapre dopo qualche tempo, sono necessarie alcune semplici operazioni per rendere l’acqua sicura e pulita. Vediamo nel dettaglio come regolare i valori chimici dell’acqua e fare una clorazione iniziale.

 

Controllo e regolazione del pH 

Prima di effettuare il trattamento dell’acqua, è importante conoscere quali sono i valori necessari per avere un corretto bilanciamento chimico della stessa.

Il primo passo è quindi ilcontrollo dei valori del pHnell’acqua della piscina. 

IlpHdeve essere compreso fra7,2 e 7,6.

Per verificare questi valori, si possono utilizzare degli strumenti di misurazione comeil kit controllo pH-CL; se i valori non rientrano in questo intervallo, non è consigliato utilizzare la piscina. 

 

Perché il pH è così importante? Perché influisce sia sulla sicurezza dell’acqua sia sull’efficacia dei prodotti chimici.

Nel caso in cui il pH abbia un valore inferiore a 7,2, l’acqua risulta acida. Ciò potrebbe essere pericoloso per la salute e potrebbe causare danni anche alla struttura e al liner della piscina.
Nelcaso contrario,con un valore di pH superiore a 7,6,l’acqua risulta basica.

Un valore elevato dipHfavorisce la torbidità dell’acqua e rende meno efficaci i prodotti per il trattamento chimico. 

 

Per bilanciare il pH in modo corretto si usano dei prodotti specifici, ovvero i correttori del pH:

 

– Se il pH è inferiore a 7,2, utilizzare il correttore pH+ per aumentarlo.

– Se il pH è superiore a 7,6, utilizzare il correttore pH- per diminuirlo. 

 

In alternativa, si possono utilizzare dei correttori con formulazione a base di acido citrico, come il pH- delicato e il pH+ delicato. 

 

Clorazione shock 

Questo tipo di trattamento, detto ancheclorazione d’urto, è da effettuarsi sia quando si riempie la piscina con acqua nuova siaalla riaperturadopo il periodo invernale. 

Questo tipo di trattamento è necessario per rendere sicura l’acqua, eliminando germi e possibili inquinanti. 

Esistono due metodi principali: il trattamento con cloro tradizionale o come alternativa al cloro in piscina, puoi usare l’ECOCLORO a base di perossido

 

Clorazione shock con cloro tradizionale

La clorazione con cloro tradizionale è la più diffusa e si effettua non appena la piscina viene riempita e rigorosamente quando non ci sono persone all’interno. 

Basterà sciogliere in un contenitore di plastica riempito di acqua tiepida la quantità di cloro granulare utile per un trattamento d’urto. È necessario assicurarsi che il cloro sia completamento disciolto, prima di versarlo all’interno della piscina. 

 

ATTENZIONE: utilizzare sempre dei guanti protettivi e non versare mai il cloro granulare direttamente negli skimmer o in vasca, perché potrebbe danneggiare l’impianto di filtrazione o macchiare il liner.

 

Il dosaggio viene calcolato in rapporto alla cubatura della piscina e alla concentrazione del prodotto. Solitamente il dosaggio consigliato in questa fase è di 30 grammi per ogni metro cubo d’acqua; per la corretta quantità bisogna far riferimento all’etichetta del prodotto. 

 

Per prevenire la proliferazione di alghe è necessario inoltre un trattamento antialghe. Versa un prodotto antialghe lungo i bordi della piscina, seguendo i dosaggi e le indicazioni sull’etichetta. 

Dopo la clorazione, bisogna lasciare l’impianto di filtrazione attivo per un intero ciclo di filtrazione, ovvero il tempo necessario affinché tutta l’acqua contenuta nella piscina passi attraverso il sistema di filtraggio. 

Indicativamente, devono passare 4-10 ore ma per un calcolo preciso bisogna considerare la portata della pompa e il volume d’acqua. 

Per semplicità, è consigliabile fare il trattamento di sera, quando la piscina non è in uso, lasciando l’impianto di filtrazione attivo per tutta la notte.  

 

Infine, bisogna verificare che il livello del cloro libero sia corretto utilizzando un test apposito. Le strisce reattive che abbiamo già utilizzato per misurare il pH sono perfette per questo scopo. 

 

I valori corretti sono: 

 

– pH: 7,2-7,6 

– Cloro libero: 1-3 ppm

 

Se il valore di cloro libero è superiore a 3 ppm, bisogna aspettare che questo rientri nel range indicato sopra. Il tempo di attesa può variare a seconda della temperatura dell’acqua. Se si avesse la necessità di utilizzare subito la piscina, il valore di cloro libero potrebbe essere abbassato, scaricando circa il 20% dell’acqua e riempiendo nuovamente la piscina con acqua pulita. 

 

ATTENZIONE: se si riempie la piscina con acqua di pozzo, dopo la clorazione l’acqua potrebbe cambiare colore. Per questo è solitamente sconsigliato usarla.

In alternativa, si può utilizzare il sequestrante per i metalli e poi il flocculante per far precipitare le impurità e solo successivamente fare la clorazione.

 

Clorazione shock con ECOCLORO 

Il trattamento con ECOCLORO utilizza una formulazione innovativa per sanificare l’acqua tramite ossidazione naturale.   

A differenza del cloro tradizionale: 

 

– non genera odori sgradevoli  

– riduce il rischio di irritazioni  

– non secca pelle e capelli  

– permette l’utilizzo immediato della piscina 

 

Il procedimento è semplicissimo: ti basta versare 30 grammi di prodotto per ogni metro cubo d’acqua direttamente nella piscina. 

Successivamente, bisogna controllare con delle strisce reattive per ECOCLORO che tutti i valori siano corretti, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.

 

I valori ideali sono: 

 

– ECOCLORO: sufficiente uno dei valori di riferimento 

– pH: 7,2-7,6 

– Cloro libero: 0 

 

Per prevenire la proliferazione di alghe è inoltre necessario un trattamento preventivo antialghe. Versa un prodotto antialghe lungo i bordi della piscina, seguendo i dosaggi e le indicazioni sull’etichetta. 

Trattamento di mantenimento

Il trattamento di mantenimento è molto simile a quello iniziale e prevede gli stessi passaggi. 

Le uniche differenze sono nei dosaggi e nella frequenza: se il trattamento iniziale richiede dosaggi più elevati e si fa solo all’apertura della piscina e in casi particolari, il mantenimento va eseguito regolarmente ma con dosaggi più bassi. 

 

Controllo e regolazione del pH 

Anche per effettuare un corretto mantenimento è necessario eseguire, prima di tutto, una misurazione del pH, il cui valore deve essere sempre compreso fra 7,2 e 7,6, e dei livelli di cloro oppure di ECOCLORO. 

 

La frequenza dei controlli è fondamentale: vanno fatti ogni 3-4 giorni ad inizio stagione (marzo, aprile, maggio) e ogni 2 giorni nei mesi di massimo utilizzo (giugno, luglio, agosto). 

I principali fattori che possono influire sulla stabilità del pH sono la frequenza di utilizzo della piscina e la temperatura esterna.

 

In caso di utilizzo frequente e temperatura superiore ai 25°C, è consigliabile una misurazione giornaliera.  

Nel caso in cui il pH abbia un valore inferiore a 7,2, il pH deve essere aumentato con l’uso del pH+; se è superiore a 7,6, bisogna ridurlo tramite l’uso del pH-. 

 

Clorazione di mantenimento 

Dopo aver controllato i parametri chimici dell’acqua si procede con la clorazione di mantenimento. 

Per farla esistono diverse alternative: ECOCLORO, il cloro granulare, le pastiglie di cloro oppure le soluzioni multiazione, che svolgono anche una funzione antialghe. 

 

Clorazione di mantenimento con ECOCLORO 

Il trattamento con ECOCLORO garantisce una sanificazione efficace anche per la manutenzione ordinaria, senza rischi di irritazioni e permettendo di utilizzare subito la piscina.  

Per la clorazione di mantenimento, ti basta aggiungere 10 grammi di prodotto per ogni metro cubo d’acqua, versandolo direttamente in vasca. 

 

A questo punto, è importante verificare che i valori dell’acqua siano corretti, utilizzando le apposite strisce reattive per ECOCLORO e seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. 

Come per il trattamento iniziale, per eseguire un corretto trattamento di mantenimento è consigliato utilizzare anche un antialghe.

Versa un prodotto antialghe lungo i bordi della piscina, seguendo i dosaggi e le indicazioni sull’etichetta. 

 

Clorazione di mantenimento con cloro tradizionale

La clorazione di mantenimento si può fare anche con il cloro granulare, con lo stesso procedimento già visto per il trattamento iniziale: si scioglie in un contenitore di plastica riempito di acqua tiepida e si versa in piscina, indossando dei guanti protettivi. 

Il dosaggio dipende dal volume della piscina, ma in genere si utilizzano circa 10 grammi di cloro granulare per metro cubo d’acqua.

Per un dosaggio preciso, è sempre necessario seguire quanto riportato sull’etichetta. 

 

In alternativa, si possono utilizzare le pastiglie di cloro a lunga durata che, a differenza del cloro granulare, possono essere inserite nel dosatore galleggiante. In caso di piscine di piccole dimensioni sono sufficienti le pastiglie da 20 grammi, mentre per le piscine medio-grandi meglio optare per le pastiglie da 200 grammi. 

 

Si raccomanda di mettere le pastiglie in un dosatore adatto alla dimensione specifica della pastiglia. Ad esempio, nel dosatore ChemConnect possono essere inserite solamente pastiglie da 20 grammi. Un ulteriore raccomandazione è di non mettere mai le pastiglie all’interno dello skimmer, in quanto danneggerebbero il materiale dello skimmer e il sistema di filtraggio. 

 

Come per il trattamento iniziale, per eseguire un corretto trattamento di mantenimento è consigliato utilizzare anche un antialghe.

Versa un prodotto antialghe lungo i bordi della piscina, seguendo i dosaggi e le indicazioni sull’etichetta. 

Dopo la clorazione, l’impianto di filtrazione deve rimanere attivo per un intero ciclo di filtrazione, cioè il tempo necessario affinché tutta l’acqua passi attraverso il filtro. In genere questo intervallo varia tra 4 e 10 ore, a seconda della portata della pompa.

 

Per comodità, si consiglia di effettuare il trattamento in serata e lasciare la filtrazione attiva durante la notte. 

Infine, bisogna verificare che il livello del cloro libero sia tra 1 e 3 ppm e il pH tra 7,2 e 7,6, utilizzando un test apposito. 

Trattamento di fine stagione

Suggeriamo di procedere allachiusura invernale della piscina fuori terra quando la temperatura dell’acqua sarà scesa al di sotto di 15°.  

Se si intende lasciare la piscina montata all’esterno in inverno, è necessario seguire alcuni passaggi. 

Innanzitutto, effettuare una pulizia completa della piscina, rimuovendo eventuali detriti sulla superficie o sul fondo, svuotando il cestello dello skimmer e il prefiltro della pompa.

 

Poi controllare che il pH sia tra 7,2 e 7,6, eventualmente regolarlo con dei correttori del pH; fare una clorazione shock con un prodotto clorante e lasciare attiva la pompa di filtraggio per un intero ciclo di filtrazione. Infine, aggiungere un prodotto svernanteseguendo i dosaggi e le indicazioni sulla confezione di prodotto. 

 

Se la piscina è installata in un’area con temperature rigide durante il periodo invernale, è necessario abbassare il livello dell’acqua di almeno 10 cm al di sotto delle connessioni A e B e scollegare il sistema di filtraggio; questo per evitare il danneggiamento delle parti in plastica. 

 

Come ultimo passaggio, bisogna rimuovere la pompa, i tubi, le guarnizioni ed eventuali parti elettriche e inserire i tappi in corrispondenza degli ingressi e delle uscite dell’acqua.  

Trattamento con cloratore

Il cloratore a sale, chiamato anche “generatore di cloro a sale”, è un dispositivo che produce cloro puro per disinfettare l’acqua della piscina. 

 

Il funzionamento del cloratore a sale si basa sull’elettrolisi salina. Una volta aggiunto il sale da cucina (cloruro di sodio), il dispositivo lo trasforma in acido ipocloroso, l’agente disinfettante principale, oltre a generare acido cloridrico e cloro gas. 

 

Questo processo: 

 

– Disinfetta l’acqua eliminando batteri e alghe  

– Riduce la necessità di cloro in pastiglie o liquido  

– Richiede solo piccole quantità di sale da reintegrare nel tempo. 

 

Se vuoi approfondire il trattamento con cloratore scopri cos’è, come funziona e quale scegliere. 

Trattamento antialghe e prevenzione 

La causa principale delle alghe in piscina è unadisinfezione insufficiente dell’acqua, che, tra le altre cose può portare ad avere un livello di pH troppo alto o alla presenza di nitrati. 

Un uso costante dell’antialghe, associato a un corretto livello di cloro e pH, aiuta a mantenere l’acqua sempre chiara e riduce il rischio di dover intervenire con trattamenti d’urto più impegnativi. 

 

Per eliminare le alghe già presenti in piscina è necessario intervenire tempestivamente. 

Il primo passo consiste sempre nel controllare ed eventualmente regolare i parametri dell’acqua, in particolare il pH, che deve mantenersi nell’intervallo ideale di 7,2–7,6 per permettere ai prodotti di agire in modo efficace.

 

Una volta stabilizzati i parametri chimici, si procede alla rimozione meccanica delle alghe spazzolando con cura pareti, fondo e tutte le zone più critiche come angoli, scalini e aree poco esposte al ricircolo dell’acqua.  

A questo punto si effettua una clorazione shock, indispensabile per eliminare le alghe residue e impedire che si moltiplichino.

È importante seguire attentamente dosi e modalità d’uso riportate sull’etichetta del prodotto clorante, così da ottenere il massimo dell’efficacia.

 

L’ultima fase è la rimozione fisica dei residui rimasti sul fondo tramite un aspiratore manuale o automatico. Terminata l’aspirazione, la piscina tornerà progressivamente limpida, soprattutto se il trattamento viene accompagnato da un adeguato ciclo di filtrazione. 

Trattamento di flocculazione

Spesso l’acqua della piscina smette di essere trasparente e diventa torbida a causa della presenza di piccoli residui galleggianti. In questo caso può essere necessario un trattamento di flocculazione. 

La flocculazione è il processo chimico di aggregazione delle microparticelle in composti di dimensioni maggiori, i cosiddetti “flocculi”. Utilizzando un prodotto flocculante, quindi, le microparticelle di sporco presenti nell’acqua, troppo piccole per poter essere trattenute dal filtro, vengono aggregate in flocculi visibili che possono essere aspirati.

 

ATTENZIONE: la flocculazione si effettua solo negli impianti con filtri a sabbia.

 

Il flocculante è disponibile in diversi formati:liquido, in pastiglie, gel e naturale.Il dosaggio corretto è solitamente riportato nell’etichetta sulla confezione del prodotto. 

Il flocculante liquido si versa direttamente in vasca distribuendolo sull’intera superficie dell’acqua mentre la pompa a sabbia è in funzione con la valvola selettrice su “Circolazione”. 

Trascorsi 20-30 minuti si spegne il filtro per le successive 8-10 ore. Al termine di questo periodo i depositi sul fondo vanno eliminati attraverso un aspiratore. Durante l’aspirazione, la valvola selettrice della pompa a sabbia va messa sulla funzione di “Scarico”. 

Dopodiché, si rimette in funzione l’impianto filtrante posizionando la valvola selettrice sulla funzione di “Filtrazione”.

In caso di persistenza dell’acqua torbida può essere utile ripetere l’operazione, spegnendo il filtro per altre 8–10 ore. 

Trattamento anticalcare

La presenza dicalcare può rendere l’acqua dura.

A cosa è dovuta la durezza dell’acqua? Generalmente i sali di calcio e magnesio sono solubili, ma, a causa del riscaldamento o dell’evaporazione, precipitano e formano depositi di calcare.  

 

Se l’acqua è molto dura sarà maggiore la proliferazione delle alghe; se invece la durezza dell’acqua è troppo bassa si può andare incontro a fenomeni di corrosione delle parti interne del sistema di filtraggio e di degradazione della vasca in PVC 

 

Per eliminare il calcare si può utilizzare un trucco, semplice ed efficace: preparare una soluzione 1:1 di acqua e aceto e strofinare le scaglie di calcare con una spugna.

Una volta eliminate del tutto, continuare con il trattamento chimico abituale e mantenere i livelli di durezza del calcare tra 200 e 275pp.