A cosa serve il cloro in piscina e come si usa
Chi si occupa della manutenzione della vasca deve sapere a cosa serve il cloro nella piscina, uno dei principali prodotti chimici impiegati per la disinfezione dell’acqua. I valori del cloro in piscina sono un aspetto molto importante da considerare quando si vuole tenere sotto controllo la limpidezza e la salubrità dell’acqua. Si trovano soluzioni in pastiglie, in formato granulare oppure liquido, ma in tutti i casi il principio attivo è sempre lo stesso; la differenza principale riguarda la sua concentrazione e la modalità d’uso.
Il cloro è un elemento chimico con un atomo altamente reattivo che presenta particolari proprietà: la sua tendenza è quella di “rubare” elettroni ad altri atomi e molecole per stabilizzarsi e completare la sua struttura. Questa caratteristica gli conferisce una grande efficacia antimicrobica, perché riesce a destabilizzare diversi composti chimici e biologici andando di fatto a eliminare i microrganismi con i quali entra a contatto. Ecco perché il cloro serve in piscina: a contatto con l’acqua sviluppa acido ipocloroso che attacca subito germi e batteri, mentre una parte rimane disciolta e agisce contro tutti gli altri eventuali agenti inquinanti.
In alternativa ai tradizionali prodotti a base di cloro, oggi esistono anche soluzioni per la sanificazione dell’acqua basate su principi attivi differenti. Ad esempio, ECOCLORO utilizza un processo di ossidazione per contribuire al mantenimento dell’acqua senza l’impiego del cloro tradizionale.
Qual è il valore corretto del cloro in piscina?
Per garantire una corretta disinfezione, il livello di cloro libero in piscina dovrebbe essere mantenuto generalmente tra 1,0 e 3,0 ppm (parti per milione).
Valori inferiori possono ridurre l’efficacia del trattamento, mentre concentrazioni troppo elevate possono provocare irritazioni alla pelle, agli occhi e alle mucose.
Prima di verificare il livello di cloro è importante controllare anche il pH dell’acqua, che dovrebbe essere compreso tra 7,2 e 7,6. Un pH non corretto può infatti limitare l’efficacia del trattamento disinfettante.
Per monitorare i parametri è possibile utilizzare:
– tester digitali;
– kit reagenti;
– strisce analitiche per piscina.
Un controllo regolare consente di intervenire rapidamente e mantenere l’acqua sempre bilanciata.
Come regolare i valori del cloro in piscina
La quantità di cloro da aggiungere dipende da diversi fattori:
– volume della piscina;
– temperatura dell’acqua;
– esposizione al sole;
– numero di bagnanti;
– frequenza di utilizzo.
Ogni prodotto riporta in etichetta il dosaggio consigliato in base ai metri cubi d’acqua da trattare. Per questo motivo è sempre consigliabile attenersi alle indicazioni del produttore e verificare successivamente il risultato tramite apposito test.
In caso di valori troppo elevati è opportuno attendere che il cloro torni progressivamente nel range corretto prima di utilizzare la piscina.
Ogni quanto usare il cloro in piscina
La frequenza con cui aggiungere il cloro dipende dalla dalle condizioni ambientali e dall’utilizzo della vasca. Soprattutto in estate il cloro serve ogni giorno, o al massimo ogni 2/3 giorni, perché l’acqua evapora con più facilità e aumenta il rischio di proliferazione batterica. In condizioni normali, invece, si può aggiungere il prodotto una volta alla settimana per mantenere il corretto valore del cloro in piscina. In caso di riapertura dopo l’inverno, invece, è utile fare un trattamento dell’acqua della piscina di inizio stagione, ossia una pulizia un po’ più approfondita che assicura un corretto bilanciamento chimico.
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